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Family day:  dalla prospettiva della famiglia
Un contributo di Famiglie Nuove sul significato della Manifestazione Più famiglie – Piazza s. Giovanni in Laterano – 12 maggio 2007

 

Famiglia: un valore da scoprire

In Italia, da anni si attendono provvedimenti di sostegno alla famiglia, per aiutarla a svolgere la funzione sociale che la Costituzione1 le riconosce.

Fino ad oggi le politiche in Italia hanno avuto altre priorità determinate soprattutto il risanamento del  Bilancio, lo sviluppo economico e industriale, ecc. Per la famiglia si sono potuti effettuare soltanto interventi per ridurre la povertà di alcune fasce sociali: questi sono legittimi interventi di “assistenza”:  occorrerebbero ora delle vere e proprie “politiche familiari”.

Questa innovazione non è connessa soltanto all’agire politico; si può considerare innanzitutto come un fatto di “coscienza” e di “conoscenza”.  Coscienza è quella che deve avere innanzitutto la stessa famiglia  di fronte alla complessità delle funzioni che le sono proprie;  conoscenza è quella che deve essere presente nelle istituzioni e in tutte le agenzie che operano per una aggiornata cultura civile. Occorre una “riscoperta” di ciò che è la famiglia. Giovanni Paolo II già aveva detto “Famiglia, diventa ciò che sei!”

Anche Benedetto XVI ha manifestato più volte la sua preoccupazione per la famiglia in Europa e nel mondo. I vescovi italiani hanno sollecitato i cattolici ad attivarsi per un sostegno alla famiglia sottolineando proprio una espressione del Papa che definisce i suoi valori come “non negoziabili”.

Questa “riscoperta” della famiglia aprirà potenzialità nuove nel lavoro di tutti coloro che sono delegati a concretizzare il bene comune: i parlamentari attraverso le  leggi, le istituzioni per mezzo dei servizi, i media attraverso una organica informazione, ecc.

 

Dati poco conosciuti sulla condizione della famiglia oggi 

Nel presente momento in Italia la famiglia si trova a dover rimediare a varie forme di “svantaggio”.   Accenniamo ad alcune:

- tariffe di acqua ed elettricità: essendo progressive, chi ha bambini consuma di più e perciò paga di più
- asili nido pubblici: i bambini nati da situazioni di convivenza sono considerati figli di ragazze madri e perciò hanno la precedenza nella assegnazione dei posti per cui, sovente, quelli di genitori sposati devono rivolgersi a strutture private
- tassazione locale: chi ha figli paga un importo maggiore di ICI (vedi finanziaria)
- casa: per molte famiglie potenziali non c’è e per molte famiglie con figli è troppo piccola e troppo cara
- lavoro: sono sempre le famiglie che devono adattare i propri tempi e ritmi a quello delle aziende, quasi mai il contrario
- part-time: nel nord Europa è un normalissimo diritto, da noi spesso una concessione o perfino un privilegio
- costi per i figli: tutti sulle spalle delle famiglie, quasi fossero un “bene di lusso” e non una risorsa per l’intera società
- fisco: non tiene conto del numero delle persone che vivono con le entrate del/i genitore/i  che lavorano
- scuola: impossibilità per le famiglie con più figli di scegliere la scuola dove iscriverli, dato l’elevato costo delle rette e la mancanza di aiuti dello Stato
- scuola materna: penalizzazione nelle iscrizioni dei bambini quando le loro mamme scelgono di non lavorare per accudire al famiglia
- tasse varie:  per il calcolo del tributo per la spazzatura ogni figlio vale una unità di consumo, per la detrazione dall’imponibile delle tasse universitarie ogni figlio vale 0,35
- visita a musei o centri d’arte: gli anziani hanno sconti, le famiglie numerose nessuno
- assegni familiari: sono troppo esigui per essere di vero aiuto alle famiglie. Occorre tenere presente anche che il Fondo Assegni Familiari (alimentato con gli importi detratti dalle retribuzioni dei lavoratori dipendenti) da quando esiste è utilizzato solo in parte per dare gli assegni familiari: l’altra parte va a ripianare il deficit dell’INPS.

L’elenco potrebbe continuare perché, per le molte e diverse situazioni familiari, spesso ci sono altrettante forme di penalizzazione.

 

Il dibattito attuale in Italia

Negli ultimi mesi, si è acceso un dibattito politico e culturale perché in parlamento sono giunti alcuni disegni di legge che chiedono l’estensione dei diritti della famiglia alle libere convivenze. Questo fatto ha suscitato ulteriori preoccupazioni  per il bene della famiglia.
   
Parificare alla famiglia tali unioni, fondate solo sul sentimento e senza un impegno dichiarato per il futuro, può essere un gesto di buona volontà, ma di fatto apre i progetti di vita familiare ad uno svuotamento di valori le cui conseguenze, sul piano della stabilità psicologica, dell’armonia di coppia, della funzione procreativa sarebbero molto pesanti.

Inoltre, poiché ogni legge ha anche una funzione pedagogica, crea costume e mentalità, la istituzionalizzazione della precarietà nei rapporti interpersonali rischia di alimentare nei cittadini insicurezza, indebolimento della disponibilità alla solidarietà, svalutazione del valore dell’impegno sociale.

Da parte dei promotori di tali proposte, e così anche da una grande parte della pubblica opinione, è stata prestata una scarsa attenzione alle conseguenze che potrebbero derivare da tale parificazione. Se la famiglia fosse conosciuta di più nelle sue funzioni, nei suoi costi e nei suoi valori,  risulterebbe evidente l’impossibilità di compararla

 

Il progetto della manifestazione

Al termine di più riunioni tra i rappresentanti delle 21 associazioni familiari aderenti al Forum nazionale, è emersa la necessità di indire una manifestazione in cui questi valori siano resi visibili.

I Movimenti, insieme, hanno inoltre espresso le loro istanze in un Manifesto con cui sono chieste politiche sociali “audaci e impegnative” operando a diversi livelli2.

  • A livello generale: con. interventi sulla politica dei redditi che rimedino alla penalizzazione esistente oggi per le famiglie con figli, sia come retribuzioni ed assegni per i figli, sia come trattamento fiscale;  con una riorganizzazione complessiva del sistema di welfare; promuovendo politiche del lavoro che incontrino la condizione di vita familiare dei lavoratori; ecc.
  • A livello intermedio: con politiche dei servizi adeguate alla vita del soggetto famiglia, tenendo conto delle esigenze di orari, di spazi, riconoscendo il lavoro di cura intrafamiliare; ecc.
  • A livello micro: attraverso modalità di intervento sociale che guardino alle persone, creando sinergie fra istituzioni e famiglie e promuovendo la solidarietà e mutualità fra famiglie.

 

E’ esperienza di tutti noi che famiglie fondate su un patto matrimoniale, aperte ad un progetto generativo, sono un bene fondamentale per la società. Esse costituiscono le maglie stabili che tengono salda la rete delle relazioni sociali; inoltre formano alla responsabilità sociale tutti i nuovi cittadini che vengono al mondo.   E’ per questa sua funzione di “costruttrice del bene comune” che la famiglia va promossa.

In particolare, Famiglie Nuove ha tra i suoi obiettivi anche il proprio coinvolgimento pubblico: le nostre famiglie infatti già partecipano alla vita di quartiere e di parrocchia, animano i Comitati locali del Forum delle famiglie, promuovono iniziative di formazione riconosciute dalle varie Regioni.

Famiglie serene e sane possono garantire di più la stabilità di coppia, costituire  la vera prevenzione del disagio giovanile,  diventare per gli anziani quell’ambito di cura, nell’amore e nella riconoscenza, di cui hanno bisogno. Testimoniando tutto questo desideriamo formulare con la nostra vita proposte costruttive e nuove per il bene di tutta la società.

Come “famiglie nuove” ci sentiamo veramente chiamate ad offrire, insieme al’intero Movimento dei Focolari e agli altri movimenti, associazioni e nuove realtà ecclesiali, la speranza “ … nell’avverarsi di quell’amore reciproco tra i popoli che porta la pace e la soluzione di molti problemi che tuttora attanagliano l’umanità”3 come ci dice Chiara Lubich.

 

1 - Art. 29. - La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
    Art. 30. - È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli.
    Art. 31. - La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

2 - Di Nicola - Danese: “Le ragioni del matrimonio”, effatà editrice Torino 2006.

3 - “La nostra risposta alla notte collettiva e culturale di oggi”, Budapest 16.09.2006